venerdì 21 luglio 2017

Ultimi novanta minuti col cuore in gola!



L'epilogo di Monza-Lecce ha lasciato profonde ferite nell'animo della tifoseria biancorossa, incredula, delusa e soprattutto, furibonda.

Il grandissimo Cappelletti intervistato da Angelo Corbetta
Lunedì 18 giugno. Titolo della “Gazzetta dello Sport”: “Il Monza ha tradito il pubblico”. Quando il presidente Cappelletti sfoglia le pagine della “rosea” e legge quel titolo, va su tutte le furie e telefona alla redazione del quotidiano sportivo per manifestare il proprio disappunto. D’accordo, l’amarezza è un coltello piantato nello stomaco, ma certe insinuazioni vengono ritenute, a ragione, inammissibili. Nulla è ancora compromesso, l’obiettivo della serie A si può ancora raggiungere e Cappelletti, per tutta la settimana che precede la fondamentale, a quel punto, trasferta di Pistoia, tende a puntualizzare in ogni sede che lui e tutto il Monza a quell’obiettivo ci tengono più d’ogni altra cosa.
Il buon Giuan, tanto per cominciare, spedisce la squadra in ritiro a Cavazzoli, piccola frazione alle porte di Reggio Emilia, lontana dalle polemiche e da un ambiente che, d’improvviso, s’è fatto ostile e diffidente. La classifica vede i biancorossi a pari punti col Pescara, a quota 46, la Pistoiese segue a due lunghezze di distanza e quindi non ha ancora abbandonato le speranze di giocarsi quantomeno uno spareggio. Se il Monza è atteso da un impegno difficilissimo, non si può certo dire che il Pescara se la passi meglio. La squadra abruzzese dovrà infatti vedersela con il disperato Foggia, il quale deve assolutamente vincere per cercare di evitare in extremis la retrocessione. I pugliesi, tra l’altro, hanno il campo squalificato e la partita si giocherà sul neutro di Napoli.
Le probabilità che si arrivi addirittura a uno spareggio a tre sono tutt’altro che remote: se la Pistoiese dovesse battere il Monza e il Pescara soccombesse davanti al Foggia, questo scenario si renderebbe possibile. La tifoseria monzese è spaccata a metà: molti avevano prenotato il treno speciale per Pistoia prima della gara con il Lecce e sono indecisi se affrontare o meno quel viaggio. La settimana trascorre in un’altalena di sentimenti contrastanti e controversi, fino ad arrivare alla mattina del 24 giugno.
Alla stazione ferroviaria di Monza si son dati appuntamento in cinquecento. Bandiere, sciarpe, cappellini, ma pochi sorrisi. Qualcuno dei “dissidenti” è lì, a guardare con aria distaccata e quasi irridente i coraggiosi che hanno deciso di essere vicini alla squadra nel momento più delicato. Sette carrozze di speranza: quando alle 9 precise il treno lascia la stazione, s’alza verso il cielo un timido coro “Noi andremo in serie A”. Chi è rimasto a terra scuote la testa e torna verso casa. A ogni modo sarà, per tutti, una lunga, lunghissima giornata. Su quel treno si rivivono come in un film i momenti più importanti della stagione, ma il fotogramma più chiacchierato è, ovviamente, Monza-Lecce, con i suoi tanti “perché” e la lunga scia di rimpianti che si porta dietro da giorni.  
Le tre ore e mezza di viaggio volano via senza accorgersene. Qualche centinaio di metri prima che il convoglio entri nella stazione di Pistoia, alcuni teppisti sistemati lungo la massicciata della ferrovia iniziano un fitto lancio di sassi che mandano in frantumi i vetri di un’intera carrozza. La paura è tanta, ma per fortuna quel lancio non provoca feriti. Come non bastasse, lo speaker della stazione ci mette del suo, annunciando all’altoparlante l’arrivo sul primo binario del “treno speciale dei tifosi monzesi”.

 I sassi  di  Pistoia…

La tensione è altissima, gli ultras locali sembrano avere un conto in sospeso con i “rivali” dall’anno precedente e dalla gara di andata al Sada, ma sul quel treno ci sono tifosi “semplici”, non i più caldi e organizzati. Quelli sono rimasti a casa, dopo aver devastato il “Sada” sette giorni prima (il Giudice Sportivo, a seguito di quegli incidenti, ha comminato al Monza quattro milioni con diffida, N.d.R.) e concesso uno squallido bis durante la settimana, calandosi dentro l’impianto di gioco, a notte inoltrata, per compiere ulteriori atti di vandalismo. Il convoglio viene accolto da urla, minacce e qualche lancio proibito. I cinquecento sostenitori brianzoli, opportunamente scortati dalla polizia, raggiungono lo stadio in un clima tutt’altro che idilliaco. Facile intuire che non sarà un pomeriggio tranquillo, né tanto meno il rientro a casa.


Mister Magni, orgoglio brianzolo Doc.
La partita viene sbloccata dal gol di Penzo al 9° minuto, ma la gioia dura poco perché Silvano “Pancho” Villa, ex promessa del Milan, trafigge Marconcini e sigla il pareggio al quarto d’ora di gioco. Poco dopo ci pensa però Acanfora, scuola Inter, a inventare un beffardo gol su punizione che riporta avanti il Monza e restituisce speranze e sorrisi ai tifosi al seguito.
L’attenzione si sposta ora a Napoli, dove il Pescara sta vincendo grazie a un gol di Di Michele: dopo pochi minuti, però, arriva la notizia che il Foggia ha pareggiato con Barbieri! Lo spicchio di stadio occupato dai supporter nostrani esplode di una gioia incontenibile. Alla fine del primo tempo il Monza è promosso in serie A. 350 chilometri più a nord, all’ombra dell’Arengario, i tifosi che non hanno partecipato alla trasferta scendono in strada in un crescente vociare. Nella ripresa il Monza non fa molta fatica a controllare una partita ormai accademica, i giocatori in campo si rivolgono spesso alla panchina per avere notizie da Napoli. Il Pescara è tornato in vantaggio grazie a Nobili, e l’ipotesi dello spareggio tra i biancorossi e gli abruzzesi prende sempre più consistenza.
Al “San Paolo” la lancetta dei minuti sta per compiere l’88° giro quando il Foggia ha un’occasione stellare, ma Apuzzo e Fiorini svirgolano clamorosamente la sfera prima che Salvioni, a tre metri dalla porta, spari a lato il pallone di un comodissimo 2-2 che avrebbe consegnato al Monza le chiavi della serie A, pur non riuscendo a salvare i pugliesi dalla retrocessione, la seconda consecutiva dopo il tonfo nella serie cadetta avvenuto un anno prima.



“L’errore di Salvioni è apparso il più appariscente, forse il giocatore è stato tradito da un falso rimbalzo della palla,  altrimenti non si riesce a trovare una spiegazione valida di come non sia riuscito ad appoggiare il pallone in rete da non più di cinque metri.”

La Gazzetta dello Sport,  lunedì 25 giugno 1979



Sarà quindi spareggio, Monza contro Pescara. Il deflusso dallo stadio dei nostri tifosi, così come il viaggio di ritorno da Pistoia, avviene senza particolari problemi. Sul treno l’atmosfera è ben diversa, rispetto all’andata, si canta quasi ininterrottamente e s’inneggiano cori speranzosi. Alla stazione di Monza, ad attendere l’arrivo del treno speciale, ci sono anche coloro i quali avevano rinunciato a partire, e quando il convoglio termina la corsa al binario tre, poco dopo la mezzanotte, un urlo collettivo sveglia di soprassalto la città di Teodolinda. La sconfitta, si sa, è orfana, mentre la vittoria ha cento padri. Quel che più importa, però, è che la settimana più lunga e appassionante della storia biancorossa è già cominciata.

Nessun commento:

Posta un commento